Info sulla Valle Roveto (Riserva Naturale Zompo lo Schioppo & la Valle del Liri)

 
Maurizio Cianfarani trekking2000
 

La Valle Roveto (valle del Liri)

Rilievi montuosi
Nella parte sudoccidentale dell’Abruzzo al confine con il Lazio, tra le catene montuose dei Simbruini-Cantari-Ernici ad Ovest e la catena montuosa di Serra Lunga ad Est si apre la Valle Roveto. Solcata dalle splendide  acque del fiume Liri, che nasce dal monte Camiciola (1700 m) nei pressi di Cappadocia sui monti Simbruini, il quale attraverso la Valle di Nerfa in prossimità di Pescocanale frazione del paese di Capistrello defluisce nella Valle Roveto, creando insieme a decine di torrenti formati, creati dalla tipica conformazione propria della valle la splendita Valle del Liri. Nella parte Nord della vallata l’ambiente è selvaggio, stretto e scosceso, proseguendo verso la parte sud si presenta molto più ampio anche se con poche zone pianeggianti, per circa 40 chilometri, la vallata fiancheggiata come già detto dalle catene montuose fino alle vette di monte Cornacchia (2003 m) ad ovest e monte Serra Alta (1710 m) ad est, arriva  al confine con il Lazio. La vallata è percorsa dalla Statale 82, e da qualche decennio dalla nuova superstrada Cassino-Avezzano (se così si può chiamare ). Percorrendo la statale scendendo in direzione sud (Sora), la vallata offre scorci di bellissimi paesaggi montani, (tutta la Valle Roveto infatti è un’insieme di montagne, colline, vallate, gole e burroni). Anche solo percorrendo la strada lo scenario è molto suggestivo, di fatto si trovano pochissime sono zone pianeggianti nell’intera valle, tranne alcuni tratti che di tanto in tanto, servono per far defluire le piene del fiume Liri.
All’inizio della valle sul paese di Canistro domina il monte Viperella (1836 m) da cui si scende, seguendo il naturale confine tra Abruzzo e Lazio fino al valico di Serra Sant’Antonio (1601 m) per risalire sulla cima di monte Viglio (2156 m), nel massiccio dei Cantari, la cima più alta della valle. Il crinale prosegue poi con una serie di vette tra cui monte Crepacuore (1997 m), le vette dell’anfiteatro naturale della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, monte Pozzetello (1915 m) e Campovano (1992 m), monte Rotondo (1801 m), monte Prato (1806 m), le creste parte est del Vallone Rio culminante con monte Pratiglio (2007 m) e monte Pizzo Deta (2041 m), ridiscendere poi al Vado della Rocca (1566 m) per risalire infine nella Serra Comune (1862 m) e Serra Alta (1710 m).
Sul versante opposto, la valle inizia a nord all’altezza del Colle della Ciocca (1380 m), proseguono i monti che dividono la Valle Roveto dal territorio del comune di Luco dei Marsi fino alla cima del monte Orbetta (1557 m). Procedendo verso sud, dopo il monte Bello (1573 m), sul quale è eretta una croce visibile da Civitella Roveto, Monte Longagna (1777 m), Colle Ferretti (1742 m), monte Romanella (1759 m) e monte Alto (1787 m), dopodiché la dorsale scende al Colle Stazzo Pavone (1770 m) e alla Madonna della Ritornata (1200 m), Colle La Croce, che domina Morrea per poi risalire fino a Forca Colubrina (1707 m) e prosege con le vette della Serra Lunga, come le cime di Colle Mattoni (1528 m), Colle Pizzuto (1709 m), Colle Vallanetta ( 1970 m), per risalire infine con la vetta del monte Breccioso (1980 m), monte Grazia (1974m), monte Pratillo (? ) e di  monte Cornacchia (2003 m); tra le ultime due cime si colloca monte Tre Confini (1998 m).
Comuni e frazioni della Valle Roveto. Quasi tutti dei centri abitati della Valle Roveto hanno la parte vecchia del paese, che è la testimonianza dei due più brutti momenti nella storia di tutta la comunità della valle; il  terribile e disastroso terremoto del 13 gennaio 1915 e i continui bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Percorrendo la valle da nord a sud il primo comune che incontriamo è Capistrello (734m), e come già detto con le frazioni di Pescocanale da dove inizia a defluire il fiume Liri nella valle e la frazione di Corcumello poco più a nord.
Pochi chilometri più a valle si incontra il comune di Canistro, costituito dai due centri di Canistro Inferiore (555 m), sulla sponda destra del Liri, e Canistro Superiore (831 m), che offre al visitatore un centro storico degno di una visita, nel territorio ci sono anche le ricche sorgenti della Sponga (Santa Croce). Scendendo ancora lungo il Liri, si giunge a Civitella Roveto (528 m), costituita anch’essa da due nuclei: uno più moderno, chiamato il Borgo, e uno più antico separati dalle sponde fiume Liri,  del comune di Civitella Roveto  fa parte anche l’abitato di Meta, da dove con una strada sterrata è possibile raggiunge il rifugio Cerasoli alle falde di monte Viglio (2156 m). Qualche km più a valle, sul fianco della montagna, a circa 900 m, sorge Civita d’Antino dove l’architettura delle costruzioni e il paesaggio, per la loro naturale e incontaminata bellezza, hanno ispirato numerosi pittori danesi. Da Civita d’Antino è possibile percorrere una strada sterrata (molto panoramica) e raggiunge attraverso la forchetta di Morrea i prati dell’altipiano di Serra Lunga. Del territorio comunale fa parte anche la piccola frazione di Pero dei Santi. In una della valli più ampie della Valle Roveto si trova il comune di Morino, un centro abitato di recente costruzione, come già detto il nuovo centro di Morino infatti è sorto dopo che gli abitanti del paese vecchio, situato più in su nella valle, l’abbandonarono in seguito al disastroso terremoto. Nel territorio comunale lungo la Valle del Romito, una rigogliosa conca verdeggiante ricca di vegetazione, si trova la Riserva naturale di Zompo lo Schioppo, istituita nel 1987 e si estende per più di 1000 ettari. L’area protetta prende il nome dalla cascata omonima: un salto spettacolare (Zompo) di 90m nel torrente (Schioppo) che si colloca nella porzione più a valle di un anfiteatro montuoso collocato tra i Cantari e gli Ernici; tutta la riserva è ricca di acque e ricoperta da una rigogliosa foresta mediterranea insieme alla faggeta che domina al disopra dei 900 m. Altra particolarità della riserva sono le grotte, al momento attuale la cavità di maggior interesse è DAN-ONE che con i suoi -130 metri di dislivello, si pone ai primi posti tra le cavità abruzzesi più profonde soprattutto per la sua conformazione prevalentemente verticale che la rende unica in Abruzzo. Non sono presenti concrezioni in quanto la cavità è attiva, cioè soggetta a scorrimento e percolazione di acqua. L'abisso è costituito da 11 salti, il più alto è di 39 mt, essi si alternano con cunicoli orizzontali molto stretti. Vari sono i cunicoli laterali che portano acqua convogliandola alla fine in un laghetto profondo circa 9 mt. Sono presenti delle circolazioni di aria che variano repentinamente direzione e portata tali da far presupporre un tipo di flusso dovuto alle variazioni di pressione atmosferica e non ad ingressi di diversa altezza.
Da ricordare che nel territorio comunale di Morino fanno parte anche i centri abitati di La Grancia e di Rendinara, circondata dai monti e da dove parte anche un dei suggestivi percorsi per raggiungere Pizzo Deta percorrendo la spettacolare vallata del (Vallone Rio).
Continuando con il nostro viaggio nella valle raggiungiamo il territorio comunale di San Vincenzo Valle Roveto, il primo centro abitato è la frazione di Castronuovo (525 m) e subito dopo si giunge alla frazione di Santa Restituta (412 m) con la chiesa di omonima, risalente al X secolo, ed interamente ricostruita dopo la distruzione dei bombardamenti del 1944. Poco più a sud troviamo il bivio per raggiungere la frazione di Morrea (780 m), raggiungibile da una tortuosa strada panoramica, sede anche dell’antico maniero della famiglia dei Piccolomini e da dove si gode di una spettacolare vista su tutta la Valle Roveto. Nella parte sinistra del Liri sorgono le frazioni di San Vincenzo Superiore (565 m), San Giovanni nuovo e San Giovanni Superiore in un territorio, in cui i suggestivi ambienti naturali arricchiscono ancora più i nuclei architettonici di grande interesse come i vecchi frantoi. Nella parte destra del Liri alle falde del monte Pizzo Deta sorge San Vincenzo Nuovo (390 m) sede comunale dopo il 1915. Da qui parte il percorso più suggestivo per raggiungere il monte Pizzo Deta (vallone Peschiomacello con i suoi 1650m ca di dislivello). Nella parte terminale del territorio comunale sorge il borgo di Roccavivi (495 m) con il bellissimo santuario della Madonna delle Grazie situato nella parte vecchia del borgo arroccato ai piedi della montagna. In ultimo ma non in ordine di importanza c’è il comune di  Balsorano (360 m) il nome deriva sicuramente dall’antico Vallis Sorana, dovuta alla vicinanza al comune di Sora, in territorio laziale. Nella parte antica del paese è arroccato il castello della famiglia Piccolomini, a (430 m) e dalla sua posizione domina tutta la Valle Roveto; durante il terremoto, la vecchia Balsorano andò completamente distrutta e venne ricostruita più a valle, dove oggi si trova. Attualmente nel Borgo di Balsorano Vecchio oltre al già citato del castello si trovano le antiche rovine del borgo, come la porta San Martino con la splendida fontana all’ingresso del paese, antico campanile della chiesa e il convento dei francescani che ancora presenti testimoniano l’evento catastrofico. Da citare nel paese c’è anche è arroccato a circa 950 m di altitudine nella catena montuosa di Serra Lunga il Santuario di Sant’Angelo costruito come monastero benedettino intorno all’anno 1292 e dedicato a S. Michele, nella vicina grotta circa (20 metri di larghezza e 40 metri di lunghezza), adibita dai monaci a chiesa conserva un affresco cinquecentesco ed altre icone di innumerevole importanza ed i resti mortali dei dotti sacerdoti Rettori Direttori Spirituali del Santuario. Adiacente alla grotta principale a qualche decina di metri più in alto c’è un’altra grotta più piccola detta nella lingua locale “le riconche” importante dal punto di vista speleologico. Del territorio comunale di Balsorano fanno parte innumerevoli frazioni solo per citarne alcune come: Tre Ponti, La Selva, Le Fossa, Ridotti (600 m) da dove è possibile raggiungere con un suggestivo percorso monte Cornacchia e Collepiano (490 m) dove con una strada sterrata si può raggiungere il rifugio di San Buceto e Serra Alta.

La fauna
Data la vicinanza della valle con i parchi e riserve naturali la fauna è molto simile a quelle dei parchi confinanti per cui è possibile incontri anche se molto rari, con il camoscio d’Abruzzo, il lupo appenninico, l’orso bruno marsicano. Fra i grandi mammiferi, sono presenti anche il cervo, il capriolo e il cinghiale, introdotto esclusivamente a scopo venatorio. Ma nei fitti boschi di faggio, nei pascoli e nei prati è sempre possibile fare altri incontri; sono infatti numerose le specie di piccoli mammiferi presenti in questa regione: dalle rarissime linci ad animali più comuni, come la volpe, il gatto selvatico, la martora, la faina, il riccio, la lepre, il tasso, il ghiro, la donnola, l’arvicola delle nevi e lo scoiattolo meridionale.
Vero scrigno di tesori faunistici, l’Abruzzo ospita anche innumerevoli specie di rettili, come la vipera dell’Orsini, la vipera comune, la natrice e il cerone, e di anfibi, fra cui il tritone italiano, l’ululone dal ventre giallo, il rospo smeraldino, la rara salamandrina dagli occhiali e la salamandra pezzata. L’elenco delle specie di uccelli che si possono osservare è molto vario: rapaci, come poiana, nibbi, gheppi, falchi, gufi, allocchi, civette, corvi imperiali, gracchi; purtroppo da decenni e non si hanno più notizie di avvistamento dell’aquila reale, anche se il territorio può essere considerato adattato a questa specie.

la flora
Anche se sembra che la valle ha una copertura vegetativa uniforme, si ha invece un diverso tipo di habitat dovuti dalla variazione di altitudine che varia dai 300 ai oltre 2000 metri. Nella parte più a valle il territorio è adibito a pascoli, culture varie ed alberi da frutto, poi con l’aumentare dell’altitudine  troviamo boschi misti di querce, roverelle, ginestre e l’ulivo, pianta che nella Valle Roveto trova una cultura antica che si tramanda ancora oggi. Poco più il alto la flora della valle è caratterizzata principalmente faggio, cerro, roverelle, carpini neri e castagni che coprono senza interruzione i ripidi fianchi delle montagne dando la sensazione di solenne maestosità di scenari naturali ricchi di vegetazione. Il sottobosco è ricco di funghi e di fragole.
Cospicuo inoltre è il patrimonio floristico, estremamente vario, che annovera numerose specie come il giglio martagone, la primula, il narciso, il giglio rosso, il giaggiolo marsicano, l’aquilegia ecc. Numerose sono anche le piante officinali, come la genziana e vari tipi di orchidee, fra cui la scarpetta di Venere. La vegetazione invece lungo il fiume Liri è caratterizzata principalmente da pioppi neri, salici, rovi e biancospini.

Zone di interesse escursionistico
Sono molte nella Valle Roveto le zone ad alto interesse escursionistico dalle passeggiate nelle faggete alle vette delle catene montuose già citate, come Pizzo Deta, Serra Alta, monte Breccioso e monte Cornacchia, ma in questa sezione ci limitiamo ad elencare solo alcune tra le più belle:

  1. Escursione allo Zompo lo Schioppo nel comune di Morino come già detto è una riserva naturale interamente nel territorio di Morino, nella riserva oltre alle bellissime cascate, laghetti e grotti è possibile con alcuni percorsi escursionistici salire nelle vette circostanti la riserva (monte Crepacure, monte Pozzotello fino al monte Viglio).
  2. Escursione al Santuario della Madonna delle Grazie sito nella Rocca Vecchia (Roccavivi). Il Santuario può essere raggiunto percorrendo una strada sterrata molto comoda o percorrendo dei sentieri nella macchia montana partendo dal Borgo di Roccavivi.
  3. Escursione al Santuario di Sant’angelo come già descritto in precedenza, può essere raggiunto da un’unica strada in parte percorribile in auto (anche se è consigliabile lasciare la macchina nella zona detta PIANA DELLA MADONNA) in quanto il percorso che si inerpica fino al Santuario è suggestivo e di notevole bellezza

 

 

 

  Maurizio Cianfarani