Info sul Parco Nazionale dei monti Sibillini

 
Maurizio Cianfarani trekking2000
 

Parco Nazionale dei monti Sibillini

 

I Monti Sibillini sono un massiccio montuoso dell'Appennino umbro-marchigiano fondamentalmente costituito da rocce calcaree. E’ il quarto gruppo montuoso dell'Appennino continentale per altezza, dopo il Gran Sasso, la Maiella ed il Velino-Sirente. Le cime superano abbondantemente i 2.000m di altitudine e la sua vetta principale, il monte Vettore ha un’altezza di 2.476mt. Il Parco nazionale dei Monti Sibillini fu istituito nell’agosto 1993 e si estende per 71437 ettari su un territorio prevalentemente montuoso, nelle provincie di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Perugia. La catena montuosa è costituita da rocce calcaree e calcareo-marnose e le valli presentano una morfologia tipicamente a “U” frutto dell'azione glaciale del quaternario riconoscibile negli ampi circhi glaciali.
Il gruppo è caratterizzato da un sistema di dorsali posizionate da NO/SE, e può essere facilmente suddiviso in tre sottogruppi, costituiti da numerose vette con altitudini importanti:
Il settore Settentrionale va dalla Val d’Ambro - Infernaccio fino alla valle del Fiastrone e include numerose vette importanti come:
monte Priora (Regina) 2332mt, Pizzo Berro 2259mt, Monte Bove Sud 2169mt, Monte Bove Nord 2112mt, Monte Rotondo 2102mt, Pizzo Tre Vescovi 2090mt, Monte Bicco 2052mt, Croce di Monte Rotondo 1926mt, Croce di Monte Bove 1905mt e Monte Pietralata 1888mt.
Il settore Centro-Meridionale include le montagne maggiori del gruppo, culminando nel monte Vettore. È caratterizzato da due dorsali principali, la prima delle quali congiunge il monte Porche con il Monte Sibilla mentre la seconda compie un articolato percorso che va dal monte Palazzo Borghese fino al monte Prata toccando le cime maggiori del gruppo.
Si estende da Forca di Presta fino al Passo Cattivo e include oltre alla vetta principale, anche le altre vette di maggior interesse altimetrico, come:
monte Vettore 2476mt, Cima del Redentore (Scoglio del Lago) 2449mt, Cima del Lago 2422mt, Pizzo del Diavolo 2410mt, Punta di Prato Pulito 2373mt, Cima dell'Osservatorio (Palazzaccio) 2350mt, Cima di Pretare (Il Pizzo) 2281mt, Quarto San Lorenzo 2247mt, Monte Porche 2233mt, Cima Vallelunga 2221mt, Monte Argentella 2200mt, Monte Sibilla 2173mt, Palazzo Borghese 2145mt, Monte Torrone 2117mt, Cima di Vallinfante 2113mt, Monte Banditello 1873mt e Monte Prata 1850mt.
Il settore Sud-Occidentale comprende numerose cime alte tra i 1600 e i 1900mt, con la massima elevazione sul Monte Lieto alto 1944mt. Sebbene non ci siano montagne rilevanti a livello altimetrico, in questo settore sono presenti alcune formazioni geologiche tra le più interessanti, come i Piani di Castelluccio.

Territorio

Dalla dorsale appenninica principale si diramano due versanti, che offrono ambienti totalmente diversi. Il versante orientale è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi e ambienti naturali. I fondivalle dei fiumi e dei torrenti si articolano in gole strette e impressionanti (come le suggestive Gole dell'Infernaccio), create dalle attività telluriche e dall'erosione. Più in alto numerosi boschi (soprattutto faggete) si cingono a corona delle valli appenniniche con prevalente andamento nord-sud. Il versante occidentale degrada dolcemente verso l'Umbria con una serie successiva di depressioni ad alta quota, come i famosi Piani di Castelluccio già detto precedentemente.

Flora

La vegetazione è quella tipica dell'area appenninica, con prevalenza di caducifoglie in bassa quota che lasciano via via che si sale, il posto alla faggeta e, più in alto, al pascolo. Le specie flogistiche presenti sono: la Viola di Eugenia, il Genepì dell'Appennino, l'Adonide Distorta, vari tipi di Genziane tra cui la Genziana Lutea, la Potentilla (varie specie), il Giglio Martagone, il Ramno Alpino, l'Uva Orsina, la Nigritella Widderi, l'Androsace Villosa e la Stella Alpina dell'Appennino, Anemone Alpino, Orchidee (varie spicie), Castagno, Faggio, Acero Bianco.

Fauna

Tra i Mammiferi si annoverano il Lupo, il Gatto selvatico, Tasso, Volpe, Camoscio d’Abruzzo recentemente reintrodotto, Lepre, Scoiattolo, Ghiro, Cinghiale, l'istrice, il capriolo ed il cervo. Da segnalare anche avvistamenti di Orso Bruno Marsicano trattasi certamente proveniente dall'Appennino abruzzese.
Tra gli Uccelli, sono presenti troviamo l’Aquila Reale, il Falco Pellegrino, il Gheppio, la Poiana, la Civetta, il Picchio Verde, il Gufo Reale e la reintrodotta Coturnice.
Tra i Rettili è accertata la presenza di due specie di Vipera (la Vipera dell'Orsini e la Vipera Comune), Biscia dal Collare, Orbettino. Tra gli Anfibi segnaliamo due specie endemiche dell'Appennino centro-settentrionale, quali la Salamandrina di Savi e il Geotritone Italiano, oltre al piccolo e rarissimo Ululone Appenninico.
Nell'area del monte Vettore sono presenti almeno due endemismi in ambito faunistico, il Coleottero Duvalius Ruffoi e, nelle acque del lago di Pilato, il Chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo anostraco.

ZONE DI INTERESSE ESCURSIONISTICO

Lago di Pilato
Il lago di Pilato è uno dei pochissimi laghi glaciali di tipo alpino presenti sull'Appennino e l'unico lago di origine naturale delle Marche, collocato tra le pareti impervie e verticali del Monte Vettore e Cima del Redentore. Le dimensioni e la portata d'acqua dipendono dalle precipitazioni e dallo scioglimento delle nevi, che ricoprono per buona parte dell'anno la superficie dello specchio d'acqua fino all'inizio dell'estate. In base al livello d'acqua, il lago può apparire unico, oppure diviso in due bacini. Il lago ospita un particolare endemismo, il Chirocefalo del Marchesoni: un piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12 millimetri e nuota col ventre rivolto verso l'alto. Il lago di Pilato è l'unico habitat di diffusione di questo invertebrato, per cui vi è un divieto di balneazione e di avvicinamento a meno di cinque metri dalla riva, per non compromettere l'ecosistema di quest’animale unico.

Il Grande Anello dei Sibillinidi
Il Grande Anello dei Sibillini è un percorso escursionistico di circa 120 km, che si sviluppa per tutta l'estensione del Parco nazionale dei Monti Sibillini. È percorribile a piedi o in mountain bike e nella sua versione trekking è diviso in nove tappe giornaliere (di circa 12 km in media) da compiere in successione. Si può iniziare da una qualsiasi delle tappe previste e si può percorrere sia in senso orario che anti-orario. L'intero percorso è segnalato da una cartellonistica dedicata e sono disponibili in commercio diverse guide e mappe con il tragitto per ciascuna tappa. L'ente parco ha ristrutturato diversi rifugi lungo il sentiero, che fungono da punti di ristoro e di pernottamento per gli escursionisti.

I sentieri escursionistici
Percorrendo i vecchi tracciati utilizzati sin dai tempi remoti dai pastori, si possono così creare moltissimi itinerari; sul sito o nella carta dei sentieri ne vengono proposti 17 itinerari, tra i più significativi per scoprire i diversi paesaggi. Per ogni itinerario descritto, oltre ai dati tecnici sul tempo di percorrenza, il punto di partenza, di arrivo e la relativa numerazione. Di seguito descritti alcuni di essi così come riportato sul sito del parco:

Sentiero E5 - PIZZO ACUTO
Da Bolognola a Pizzo Acuto - E6
Il percorso sale fino alla base di Pizzo Acuto da dove, percorrendo un breve tratto di E6, si può arrivare a Pizzo Tre Vescovi, antico punto di confine tra le diocesi di Camerino, Spoleto e Fermo. Da qui, fra splendide fioriture di genziane e semprevivi ragnatelosi, si può godere di uno splendido paesaggio che, dal M. Bove, si apre progressivamente a tutta la catena dei Sibillini, alle splendide Valli dell’Infernaccio, dell’Ambro e di Panico.

Sentiero E9 - L'ORRIDA GOLA DELL'INFERNACCIO
Da Rubbiano a Capotenna
Nella suggestiva gola scavata dall’azione del fiume Tenna, sembra ancora aleggiare il ricordo degli antichi riti negromantici di cui questo straordinario luogo fu teatro nel Medioevo. Al nome sinistro corrisponde, in realtà, uno degli ambienti più selvaggi e particolari del Parco. Il percorso proposto risale infatti il fiume e si addentra nella valle, fino alla sua sorgente, mostrando eccezionali paesaggi disegnati dall’acqua. Proseguendo verso Passo Cattivo è poi possibile scendere sull’altro versante dei Sibillini e raggiungere Ussita, Castelsantangelo sul Nera o Visso.

Sentiero E10 - SULLA MONTAGNA MAGICA
Dal Monte Sibilla al Bandinella
Il percorso arriva sulla vetta del Monte Sibilla che ha, da sempre, evocato fantastiche leggende legate alla sua grotta così inaccessibile e avvolta di mistero. La Sibilla è infatti anche la montagna simbolo della Terra Madre, dove giunsero nel Medioevo, da tutta Europa, cavalieri erranti e dove i giovani andavano a sognare, perché lì i sogni assumevano un significato speciale, forse per il fascino dei suoi paesaggi o forse per la presenza di ammalianti fate.

Sentiero E15 - VITA DURA, IN ALTA QUOTA!
Da Forca di Presta a Colle di Montegallo per il Monte Vettore
Il percorso, che può iniziare sia da Forca di Presta, sia da Colle di Montegallo, ha come meta la cima più alta del Parco: il Monte Vettore ( 2476 m). Le specie vegetali che riescono a vivere a questa altitudine si sono adattate a sopportare sia i forti venti che spazzano le sommità dei monti, sia le basse temperature tipiche di queste quote. Fiore simbolo delle vette è la Stella Alpina dell’Appennino che, come un piccolo gioiello, impreziosisce alcune delle le cime più elevate del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

 

     

  Maurizio Cianfarani