Info sul Parco Nazionale del Gran Sasso & monti della Laga

 
Maurizio Cianfarani trekking2000
 

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

 

Il parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è un’area protetta dell'Italia centromeridionale, che si estende per la maggior parte del suo territorio in Abruzzo, tra le province de L’Aquila, Teramo e Pescara, nelle Marche nella provincia di Ascoli Piceno e nel Lazio nella provincia di  Rieti. Per la sua estensione di circa 150.000 ettari è uno dei più estesi parchi italiani.e comprende due massicci appenninici contigui: il Gran Sasso, che nella sua vetta più alta, il Corno Grande, raggiunge i 2.912 m,  i Monti della Laga, che hanno nel monte Gorzano (2.455 m) il picco di altitudine massima e la catena dei monti Gemelli con picchi non molto pronunciati.

Il parco, che fu istituito con la legge n. 394 del 6 dicembre 1991 e successivamente con il D.P.R. del 5 giugno 1995 a salvaguardia della notevole biodiversità, rappresenta un collegamento tra la regione fredda euro-siberiana e quella calda mediterranea, e comprende l’unico ghiacciaio dell’Europa meridionale. La varietà di natura geologica (arenaria e marna nei Monti della Laga, calcare e dolomita nel Gran Sasso) si riflette nella varietà delle formazioni vegetali e della fauna; si va dagli ampi pascoli del Gran Sasso, alle foreste dei Monti della Laga, soprattutto faggete comprese tra i 1.000 e i 1.800 m e, a quote inferiori, anche boschi misti in cui compaiono l’agrifoglio, il tasso, varie specie di acero, il tiglio, boschi di betulla e abete bianco. Fra le specie animali più rappresentative ci sono il camoscio d'Abruzzo, il lupo appenninico e l'aquila reale.

 

Il gigante dell’Appennino

I paesaggi più noti li offre il Gran Sasso. Entro il suo perimetro si innalza la vetta del Corno Grande che con i suoi 2.912m. sul livello del mare sovrasta le numerose altre cime che la circondano e che, superando i 2.000m., danno al versante orientale del massiccio un volto decisamente dolomitico con spettacolari pareti di roccia calcarea che salgono direttamente dalle colline. Le creste scoscese, i circhi glaciali, caratterizzano le alte quote dove particolarità assoluta è rappresentata dal ghiacciaio del Calderone che è contemporaneamente l'unico dell'Appennino e il più meridionale del continente europeo pieno di percorsi d'alta quota, da dove è possibile, in giornate particolarmente limpide, scorgere il mare Adriatico, il mar Tirreno e gran parte dell'Italia centrale. Ai piedi di pareti impressionanti, oltre a pascoli tranquilli per i camosci, brillano i colori della biodiversità: innanzitutto il giallo dell’adonide, e poi il bianco della stella alpina dell’Appennino, l’azzurro delle campanule e le tante sfumature delle quasi duemila specie.

 

Laga solitaria

I Monti della Laga hanno un aspetto più dolce e riposante. Pur superando i 2.500m. di quota con il Monte Gorzano, i Monti della Laga sono profondamente diversi dalle altre montagne appenniniche, soprattutto per quanto riguarda la struttura che è formata da rocce arenacee, solcate da una miriade di torrenti che si alternano a splendide abetaie, vaste faggete e rari boschi di betulla. La fauna del parco annovera il lupo, il Camoscio d'Abruzzo, il gatto selvatico, la volpe, il tasso, la puzzola, la martora, la donnola, la faina, la lontra, il riccio, lo scoiattolo, il ghiro, e tra gli uccelli l'aquila reale, il gheppio, la poiana, il picchio rosso, il gracchio corallino, il falco pellegrino, il cuculo e l'upupa. Molto interessante è anche la flora, soprattutto quella di alta quota, con la stella alpina, la genziana maggiore, la genziana lutea, numerose varietà di orchidee e alcune specie di epoca glaciale e importanti endemismi, tra cui si può citare l'artemisia petrosa. L’acqua è il suo elemento, con una trama di torrenti e cascate che la natura marnoso-arenacea e quindi impermeabile, dei suoli, costringe in superficie lungo percorsi bizzarri, salti prolungati tra boschi lussureggianti. Tassi e agrifogli accompagnano i faggi nelle estese foreste di mezza quota. In alcuni siti, come al Bosco Martese, sopravvivono alcuni dei nuclei più consistenti di abete bianco dell’Appennino centrale. Corsi d’acqua e pozze ospitano tritoni alpestri, ululoni dal ventre giallo e pesci assai esigenti quanto a qualità delle acque, come il vairone e la trota macrostigma.

 

Mosaico verde

A nord-est della Laga, a metà strada tra Teramo e Ascoli Piceno, i Monti Gemelli offrono ancora scorci solitari; certo, si tratta di altitudini meno pronunciate, ma ugualmente caratterizzate da una singolare abbondanza di grotte ed eremi e dai paesaggi verticali delle gole del Salinello. Qui sono di casa molti rapaci, dall’aquila reale al falco pellegrino e al gufo reale, che nidificano su inaccessibili pareti.

 

Informazioni dettagliate

Tra tutti i Parchi dell'Appennino, quello del Gran Sasso e Monti della Laga, per i caratteri quasi "alpini" che racchiudono le vette più alte, tra cui il Corno Grande, è quello di maggiore attrattiva. Esso è costituito da due distinti gruppi montuosi: iI massiccio del Gran Sasso, di natura calcarea e i Monti della Laga.

Il massiccio del Gran Sasso d’Italia è il più grande gruppo montuoso dell’Appennino. La catena montuosa è disposta con direzione Ovest-Est e seguendo questa direzione le vette principali sono: M. San Franco 2132 m, M. Jenca 2208 m, Pizzo di Camarda 2332 m, Cima delle Malecoste 2421 m, Pizzo Cefalone 2533 m. Dalle Malecoste e dal Cefalone si staccano due dorsali secondarie direzione Nord che formano due enormi cime, il Monte Corvo 2623 m e il Pizzo d’Intermesoli 2635 m.

Continuando da Ovest a Est dopo il Pizzo Cefalone si incontra: il M. Portella 2405 m (facilmente raggiungibile a piedi da Campo Imperatore e caratterizzato dal visibilissimo rifugio Duca degli Abruzzi) e il M. Aquila 2494 m, da quest’ultimo si stacca la dorsale del massiccio del Corno Grande e del Corno Piccolo.

Il gruppo del Corno Grande è formato da una serie di vette disposte a ferro di cavallo: Vetta Occidentale 2912 m, Torrione Cambi 2875 m, la Vetta Centrale 2893 m e la Vetta Orientale 2903 m. Racchiuso da queste imponenti elevazioni a un’altitudine media di 2700 m si trova il Ghiacciaio del Calderone.

Il Corno Piccolo è formato da una cresta tutta rocciosa e arriva a una quota di 2655 m.

Continuando ancora da Ovest a Est dopo il M. Aquila troviamo il M. Brancastello 2385 m, le Torri di Casanova 2362 m, M. Prena 2561 m, M. Camicia 2564 m, M. Tremoggia 2350 m, M. Siella 2000m e M. San Vito 1820 m, poi la catena prosegue verso Sud abbassandosi sempre di più fino alle gole di Popoli.

Altre vette posizionate più a Sud rispetto alla dorsale principale sono: M. Stabiata 1650 m, M. d’Aragno 1553 m, M. Sciandarella 2233 m, M. Cristo 1930 m e M. Bolza 1927 m.con sviluppo principale est-ovest di circa 40 chilometri (dal Vado di Siella al Valico delle Capannelle) e propaggini orientali in direzione nord-sud per altri 30 chilometri, attraverso Monte San Vito e Monte Cappucciata, fino alle Gole di Tremonti, domina, imponente e spettacolare. II Gran Sasso è così la montagna d'Abruzzo per eccellenza: la maestosità di vette primordiali, l'orrido di ripide pendici e creste dirupate, la forza e la gigantesca essenza della natura, che culmina nei 2912 metri del Corno Grande e si espande nelle cime del lungo complesso montuoso, restituiscono con molta suggestione il primato di questa montagna arricchita dalla vastissima piana di Campo Imperatore a 1800 metri di quota, con i suoi 19 chilometri di lunghezza e 4 di larghezza. A nord-ovest il Gran Sasso si salda con i Monti della Laga, che presentano una struttura marnoso-arenacea,

Il Gruppo della Laga,  pur avendo le forme arrotondate, è una catena montuosa poderosa, che, dalla strada Salaria per Ascoli Piceno, si può ammirare in tutta la sua bellezza in qualsiasi periodo dell’anno.

Ha un andamento orografico da Nord a Sud. A Nord confina con la strada Salaria per Ascoli Piceno e la Valle del Fiume Tronto che la separa dai monti Sibillini, a Sud dalla strada statale n° 80 che collega L’Aquila con Teramo e dalla Valle del Fiume Vomano che la separa dalla catena del Gran Sasso, a Est  confina con la Montagna dei Fiori e la Montagna di Campli, a Ovest  con la strada Salaria Antrodoco-Ascoli Piceno che la separa dai Monti di Cittareale e di Accumoli.

La Laga è un gruppo montuoso ricchissimo di acque perché formato da rocce di marne ed arenarie, a differenza degli altri gruppi appenninici  che sono calcarei.

I monti più importanti sono: Monte Comunitore 1695 m, Macera della Morte 2073 m, Monte li Quarti 1954 m, Cima Fonteguidone 1863 m, Pizzitello 2221 m, Pizzo di Sevo 2419 m, Cima Lepri  2445 m, Pizzo di Moscio 2411 m, Monte Pelone 2259 m, Monte Gorzano ( il monte più alto del Lazio ) 2458 m, Monti della  Laghetta 2372, 2342, 2369 m, Monte di Mezzo 2136 m, Monte Piano 1725 m. interessano il settore settentrionale del Parco e sono situati a cavallo delle tre regioni (Abruzzo, Lazio e Marche). Con versanti a orografia diversa – accidentato il versante marchigiano, dirupato o a forte pendenza quello del Lazio, più ondulato l'abruzzese -, essi delineano una catena montuosa, a tratti difficile e tortuosa, con una linea di cresta che, da Monte Comunitore sale verso la cima di Macera della Morte, punto di confine tra le regioni a 2022m. di altitudine, per culminare nei 2458m di Monte Gorzano.

 II "Parco", in genere, evoca l'idea del bello e raffinato. Ma qui c'è di più! Per il visitatore e l'escursionista del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga non sarà facile reprimere, o solo trattenere, meraviglia ed entusiasmo, profonda ammirazione e devozione nei riguardi della natura, restando abbagliato dalla sua bellezza. Dalle alte pianure di Campo Imperatore in pochi - i romantici, gli amanti del silenzio e della pace d'alta quota - si avventurano oltre, magari fin sui ghiacci perenni del Calderone, sprofondato in precipizi di roccia, ammirando il germoglio di un fiore o la purezza di una Stella alpina, o il profumo del Genepì dell'Appennino e del Papavero alpino, o i segni discreti del Camoscio d'Abruzzo, appena tornato e che, forse per timore, non osa ancora mostrarsi. Dalle cime, è sterminato il paesaggio che si scopre e, nella limpidezza di alcune giornate, i litorali sono nitidamente visibili, i paesi e le città si scoprono assai piccoli da lontano; sotto i raggi del sole, il lago di Campotosto sembra uno specchio di cristallo e i laghetti di Barisciano, Passaneta. Nelle valli orientali della Laga, ricche di acqua e di estese foreste, è facile godere di quella straordinaria sensazione di ebbrezza, di fuga dalla convulsione e dai rumori delle città, toccando la pace, il bello e, in fondo, la semplicità di un bosco verde e incontaminato, dove scoprire orchidee multicolori e rara - come l'Orchidea epipogio senza foglia -, osservare dalla radura il planare dell'Aquila reale e ammirare maestosi abeti bianchi e faggi secolari, veri giganti della foresta, in cui si aggira, libero e selvaggio, il Lupo dell'Appennino.

 

 

 

Deborah Ruffa