Info sul Parco Naz.del Circeo, monti Lepini, Aurunci & Ausoni

 
Maurizio Cianfarani trekking2000
 

I monti Lepini, Aurunci e Ausoni

Le catene montuose dei monti Lepini, dei monti Ausoni e quella dei monti Aurunci è per caratteristica e conformazione è un'unica catena montuosa racchiusa sotto il nome di “catena dei monti Volsci”; è olograficamente parallela alla catena appenninica principale e separata dalla stessa da tre valli e sono: la valle della Ciociaria , la valle del Sacco e la valle del Liri. Tutta la catena è contenuta nella regione laziale e comprende i territori delle provincie di Roma, Latina e Frosinone.

I monti Lepini confinano a nord con i Colli Albani, ad est con la Valle della Ciociaria, a sud con i Monti Ausoni e ad ovest con la pianura dell'Agro Pontino. La vetta principale è monte Semprevisa (1536m). La catena dei Monti Lepini è suddivisa in due sottocatene principali: la prima, lunga circa 30 km, nelle vicinanze della vetta del Monte Lupone (1378m)  prosegue con una serie di rilievi minori: Colle Piano, il Monte, e il monte Perentile (1022m), essa è interrotta dal Passo della Fota, riprendendo quota con il monte Belvedere (1258m), il monte Capreo (1421m), il monte Ardicara (1440m), la Sella del Semprevisa (1335) e culminando nella vetta della Semprevisa (1536m) le cime più a sud sono: monte la Croce (1429m) e monte Erdigheta (1336m), monte Pizzone (1313m). La seconda catena che si estende in direzione nord-orientale, lunga circa 25 km, tra le province di Roma e Frosinone, e si definisce a partire da monte Filaro (1230m), monte Favilozzo (1283m), Rocca San Marino (1387m), monte Alto (1416m), Sprone Maraoni (1328m), monte Malaina (1480m); monte Gemma (1457m), e monte Salerio (1439m). Sui monti Lepini si trovano grotte in particolare ricordiamo: Ouso di Passo Pratiglio profondità oltre -900m (la più profonda della regione), Ouso della Rava Bianca -710m, Inghiottitoio di Campo di Caccia -610m, Occhio della Farfalla -450m, Grotta dell'Erdigheta -450m e l’Abisso Consolini -550 m.

monti Ausoni si estendono dalla piana del fiume Amaseno che lo divide dai monti Lepini, alla zona Fondi Lenola che lo divide dai monti Aurunci; confinano con i monti Lepini a nord e i monti Aurunci a sud nel territorio tra le province di Latina e Frosinone. Si tratta di montagne non molte alte ma non per questo meno interessanti, le cime più importanti sono la Cima del Nibbio (1152m), il monte Calvo (1141m), monte Calvilli (1116m), monte Caruso (1102m),  monte delle Fate (1090m) ed infine monte Appiolo (1000m). I monti sono di formazione calcarea e in alcune zone presentano fenomeni di natura carsica tra le più importanti ricordiamo le grotte di Pastena tra le più profonde d'Italia.

I monti Aurunci confinano a nord con il gruppo dei monti Ausoni nella nella zona di Fondi Lenola, a est come già detto dalla Valle del Liri e a sud con il fiume Garigliano.  La posizione di questa catena montuosa è collocata fra il corso del fiume Liri-Garigliano, il Mar Tirreno e la catena dei monti Ausoni; è un'area tutelata con l'istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci. Da un punto di vista geologico, i monti Aurunci sono un massiccio calcareo, composto per lo più da rocce friabili, che si compattano solo nelle propaggini nord-orientali del monte Fammera dove sono presenti alcune vie di arrampicata. L'altitudine dei Monti Aurunci varia dalla quota collinare fino ai 1533 metri del monte Petrella la cima più alta della catena. Esso è costituito da più catene parallele sviluppate lungo l'asse nord-sud, in cui si possono identificare due dorsali principali: quella orientale, del monte Fammera al monte Sant’Angelo, e un'altra più occidentale, che si sviluppa dal monte Faggeto al monte Orso. Ancora più ad ovest il gruppo viene chiuso da una terza catena, compresa fra la valle di Itri e la piana di Fondi, le cui cime sono meno elevate, fra cui il monte Le Vele, Montefusco (dove si trova il santuario della Madonna nera della Civita) ed il monte Grande. I rilievi principali scorrendo la catena da nord-ovest a sud-est sono: Monte Faggeto (1256m), monte Farazzano (1203m), Monte Ruazzo (1314m), Monte Revole (1285m), Monte Altino (1367m), il Redentore (1252m), Monte Fammera (1184m), Monte Petrella (1533m), monte Campetelle (1494m) e monte Sant’Angelo (1402m).

La flora e la fauna dei Lepini, Aurunci e Ausoni
Fino ai 700-800 metri di altezza troviamo dei splendidi esemplari di castagno con cespugli sempreverdi di ginepro ed erica, man mano che si sale di quota il carpino bianco, tigli,ornielli ed aceri oltre i 1000 metri, la vegetazione è domina dalla faggeta, dove il sottobosco è povero dì specie vegetali a causa della poca luce che riesce a penetrare, dove comunque è possibile osservare cespugli di agrifoglio e Daphne laureola, verso primavera  compaiono le colorate fioriture dell’anemone epatica, del ciclamino e della primula. Nei pianori in quota, i prati vengono con una moltitudine di fiori, tra cui alcune specie rare di orchidea selvatica, di bucaneve, crocus e viole, più raro e con fioritura estiva è invece il giglio rosso. Inoltre è possibili incontrare, camminando lungo i sentieri, esemplari di pino nero e, più raramente, di abete bianco.

Come per la flora lo stesso discorso vale per la fauna, quindi tra  i  mammiferi  più  comuni e diffusi, il cinghiale, la donnola, la volpe, la faina, il riccio e il tasso, lepri e scoiattoli. Tra i volatili è possibile vedere volteggiare il falco Pellegrino, il falco comune,  la poiana, il gheppio, e l'astore, il colombaccio, il piccione selvatico, la ghiandaia marina, il culbianco, la coturnice, la starna, la gazza, il corvo grigio e il cuculo. Tra i rapaci notturni come il gufo reale, il barbagianni, l'allocco e la civetta sono presenti con una popolazione consistente. A far parte del patrimonio faunistico, si possono trovare alcune specie di Anfibi e Rettili). In un territorio così vario non è del tutto esclusa la sporadica presenza del lupo appenninico e dell’Aquila reale data la vicinanza delle montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo.

 

Il Promontorio del Circeo

Il Promontorio del Circeo è un piccolo sperone roccia dove la cima più elevata e appena (541m) ma data la sua posizione è un ottimo punto di osservazione. Circondato dalla pianura Pontina da una parte e il mar Tirreno, posto privilegiato da dove è possibile osservare dalle catene montuose dei Lepini e dei Aurunci senza dimenticare il bellissimo panorama che spazia dalla coste di Anzio, passando per le isole Pontine  arriva sino a quelle di Gaeta. Dal 1934 insieme alla Selva di Terracina, al lago di Paola e ad una parte della costiera, costituirono il parco nazionale del Circeo poi  nel 1975 vennero inclusi nel parco i laghi costieri di Monaci, Caprolace e Fogliano ed infine nel 1979 si aggiunse l'isola di Zannone. Come detto la cima principali è il Monte Circeo (541 m),  raggiungibile a piedi mediante una ascensione di media difficoltà della durata di circa 4h (a/r). Sulle sue pendici sono sorti diversi insediamenti storici, di cui sopravvivono i resti di (acropoli e mura megalitiche), la leggenda di Ulisse e della Maga Circe, il centro storico di San Felice Circeo. Numerose anche le grotte, tra le quali la Grotta Guattari dove sono stati rinvenuti resti fossili dell'Uomo di Neanderthal. È un posto ideale per passare una giornata tra natura storia e leggenda

Flora e fauna del Circeo
Sempre all'interno del parco sono state individuate tre aree, situazioni ambientali differenti che spaziano dalla foresta, dalla duna e dai laghi costieri all'isola. A queste differenti situazioni corrispondono ovviamente paesaggi vegetali molto diversi tra esse, dall'ammofila e la camomilla di mare delle spiagge sabbiose alla foresta di cerro e il farnetto. Nell'attuale foresta il cerro e il farnetto sono gli alberi dominanti (con esemplari spesso colossali), ma non mancano altre querce, come la farnia (negli avvallamenti più umidi), la sughera (in situazioni più asciutte), la quercia crenata (una pianta assai rara, che sembra si formi per ibridazione fra il cerro e la sughera).
Il sottobosco è, di prugnolo, pungitopo, edera, asparago selvatico, numerosi di fiori come i ciclamini. Salendo sul promontorio s'incontra una vegetazione ovviamente differente.
Questo è il regno della macchia mediterranea, ma la vegetazione non è uniforme, il versante esposto a nord , formato da leccio, orniello, sorbo, acero minore; mentre il versante a sud è ricoperto da una macchia più termofila, con lentisco, rosmarino e cisto, alternata a zone danneggiate dagli incendi e ricolonizzate dall'ampelodesma, una gigantesca graminacea. Vi sono alcune aree rocciose, particolarmente ben esposte al sole, in cui vegeta una flora quasi tropicale: carrubo, ginepro fenicio e palma nana. Quest'ultima pianta è l'unica specie della famiglia delle palme a vivere spontaneamente in Europa.
La vegetazione della macchia, offre rifugio a molti animali come  volpi, tassi, donnole, conigli selvatici, istrici numerosi cinghiali presenti in zona. Nella foresta nidificano le ghiandaie, il picchio verde, il picchio rosso maggiore e picchio rosso minore, ed inoltre nella zona dei laghi si possono osservare moltissimi uccelli, tra cui numerose specie di anatre, di aironi, oche selvatiche, spatole, fenicotteri, cormorani. Nel periodo delle migrazioni (primavera e autunno) si posso osservare alcuni tipi di uccelli molto rari, come le cicogne e le gru. L'intera area del parco è comunque popolata da moltissimi rapaci come: il falco pellegrino e il gheppio, il nibbio bruno, il falco pescaiolo, il lodolaio e la poiana.

 

   

 

  Maurizio Cianfarani