Info sul Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio & Molise

 
Maurizio Cianfarani trekking2000
 

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

 

L’area del Parco Nazionale è situata nell'Appennino centrale ed è estesa soprattutto nella regione dell'Abruzzo, in provincia dell'Aquila, ma anche nel Lazio, in provincia di Frosinone e nel Molise, in provincia di Isernia; attualmente il parco tutela un'estensione di 40.000 ettari a cui bisogna aggiungere i 60.000 della fascia di protezione esterna. Su questo territorio sono compresi 18 comuni, da ciascuno dei quali partono itinerari segnalati, per un totale di oltre 150 percorsi ecoturistici, collegati da una rete di centri visita, rifugi, musei naturalistici e strutture logistiche in grado di rispondere alle varie esigenze del visitatore che può contare anche sulla esperienza di guide di montagna, accompagnatori e cooperative ecoturistiche.

Il Parco, che nacque ufficialmente nel 1923, inizialmente comprendeva la Camosciara e la Val Fondello, ma successivamente il territorio si è sempre più esteso fino a raggiungere le dimensioni attuali, per salvaguardare uno dei più tipici e meglio conservati ambienti montani degli Appennini, costituito dalle vette calcaree che chiudono a nord l’alta valle del fiume Sangro in Abruzzo, a occidente e meridione forma una granda muraglia rocciosa che continua sulla Val Comino nel Lazio e su quella del Volturno nel Molise.

Il confine, esteso nelle tre regioni citate, comprende tre catene principali: i Monti Marsicani, i Monti della Meta e le Mainarde divisi a loro volta in altre catene secondarie. Comprendono numerose vette che raggiungono un'altitudine di poco superiore ai  2.000 m e culminano con i 2.247 m del monte Petroso. Le splendide valli e le cime montuose del Parco Nazionale d'Abruzzo permettono bellissime escursioni tra boschi, fiumi, laghi, borghi ed aree abitate da camosci (particolarmente importante il salvataggio del raro Camoscio d'Abruzzo), orsi, lupi, aquile, lontre, caprioli, e centinaia di specie di uccelli. Tra i posti più belli ricordiamo la Camosciara, la Val di Rose, il lago di Barrea, il lago di Scanno e le sorgenti del fiume Sangro.

 

Camosciara

Da Civitella Alfedena (1107 m.) si segue la strada principale del paese fino a giungere agli abbeveratoi dove la strada si trasforma in mulattiera e prosegue in salita tra i campi. Si segue questa fino a raggiungere uno "scoglio" calcareo sovrastato da una croce (1187 m.). Qui il sentiero si biforca. Bisogna proseguire a sinistra toccando il margine del bosco, la presa di un acquedotto e il ponte sul ruscello della Camosciara. Si giunge alla sorgente Aia Santilli e infine al piazzale della Camosciara (1100 m.). Da qui si può continuare l'escursione raggiungendo in breve la Cascata delle Tre Cannelle. Si sale per la mulattiera a svolte nel bosco fino a scorgere in basso la Cascata delle Ninfe. Poco oltre è il Rifugio Belvedere della Liscia (1437 m.).

 

Lago di Barrea

Tra gli anfibi vale la pena di ricordare la salamandra giallo-nera, la saIamandrina dagli occhiali, l'ululone dal ventre giallo, considerati i più rari e tipici elementi della fauna anfibia appenninica.

 

Le cime più importanti del parco dove effettuare trekking sono: Monte Godi 2011m, Monte Cappello del Prete 2013m, Monte Palombo 2013m, Monte Rocca Altiera 2018m, Monte Mare 2020m, Monte Forcellone 2030m, Monte Cavallo 2039m, Monte Pratello 2056m, Monte Bellaveduta 2061m, Monte Balzo della Chiesa 2073m, Monte Coste dell’ Altare 2075m, Monte Capraro 2100m, Monte la Metuccia 2114m, Monte a Mare 2124m, Monte Toppe del Tesoro 2140m, Monte Argatone 2151m, Monte Genzana 2170m, Monte della Corte 2186m, Monte Tartaro 2191m, Monte Terratta 2208m, Monte Meta 2242m, Monte Marsicano 2242m, Monte Petroso 2249m; e molte interessanti anche quelle della fascia di protezione esterna che sono: Monte Cornacchia 2003m, Monte Serra Rocca Chiarano 2256m, Monte Greco 2285m.

Nelle vallate, a circa 1.000 m di quota, sorgono vari centri tra i quali il più rilevante è Pescasseroli, una ben attrezzata stazione sciistica. Il parco comprende altri centri storici di notevole interesse artistico e culturale come Scanno, Civitella Alfedena, Villetta Barrea il cui assetto urbano rappresenta un documento della civiltà e della economia pastorale che ha dato vita a monumenti religiosi e civili di grande valore.

Nel parco sono state censite oltre 1.200 piante superiori che formano una variegata foresta.

La flora del parco, la vegetazione tipica forestale, è rappresentata da boschi di faggi, cerri, aceri, pini neri, betulle; tra i fiori si ricordano la genziana e il giaggiolo della Marsica, ed una splendida orchidea alpina, la scarpetta di Venere, già rara nelle Alpi e del tutto eccezionale negli Appennini.

Nel parco è tuttavia particolarmente importante la fauna, che comprende specie assai rare. Il più esclusivo e raro è l'orso.

Di taglia leggermente ridotta e a dieta generalmente vegetariana, la sottospecie marsicana del piantigrado è rappresentata oggi da una popolazione di alcune decine di esemplari, il cui numero esatto è attualmente ignorato dagli stessi zoologi. Mediamente un maschio adulto pesa intorno ai 100-150 kg (le femmine sono più piccole) ed una lunghezza massima di 1,5-1,8 metri. E’ un animale legato preferibilmente agli ambienti forestali, anche se si adatta ad una grande varietà di condizioni ecologiche, in particolare verso la fine dell'estate, infatti - come ben sanno gli agricoltori dei settore più meridionale della Piana del Fucino, ad esempio - è fortemente attratto verso le campagne a quote più basse dalla maturazione del mais, di alcuni ortaggi come le carote e del l'uva.

Quanto al lupo, vive in branchi di alcuni individui e la sua è una presenza diffusa e consolidata, come testimoniano le impronte lasciate sulla neve durante i mesi invernali. La sua alimentazione è prevalentemente a base di carne, che sempre più spesso si procura predando una specie come il cinghiale in continua espansione territoriale ed incremento numerico.

Tra i carnivori segnalati nei parco da qualche tempo figura anche la lince. Lo status di questo splendido felino in Abruzzo è ancora sconosciuto, anche se l'origine degli individui avvistati sporadicamente sembra legata al rilascio (non ufficiale) di esemplari di probabile provenienza slovacca. Passando dai predatori alle prede, altri grandi mammiferi che si possono osservare - stavolta con assai minore difficoltà - nel territorio del parco nazionale sono i camosci, i caprioli, i cervi, presenti con alcune centinaia di esemplari. L’incontro coi camosci della Val di Rose, i più confidenti d'Europa, è tra gli appuntamenti irrinunciabili per ogni visitatore dell'area protetta. Anche i numerosi cervi si lasciano osservare con facilità, in particolare durante la stagione dei bramiti (a fine estate) quando i boschi e le radure riecheggiano dei versi particolarissimi dei maschi in amore. Tra gli uccelli, l'astore, gufo reale, aquile reali e falchi pellegrini frequentano gli habitat rupestri per la nidificazione insieme a gracchi alpinini e corallini.

 

 

 

 

Deborah Ruffa