Info sui monti Ernici & Serra Lunga

 
Maurizio Cianfarani trekking2000
 

 

Monti Ernici

 

I monti Ernici sono una catena montuosa del Subappennino laziale-abruzzese, si estende in direzione Nord-Ovest/ Sud-Est ed è delimitata a Nord dalla valle dell’Aniene, ad Est dalla valle del fiume Liri, a Sud ed a Ovest, dalla valle del fiume Cosa e del fiume Sacco.

Essi costituiscono il confine naturale tra il Lazio e l'Abruzzo con versanti più accentuati e ripidi nel versante abruzzese e più dolci e meno ripidi nel versante laziale.

Le cime più importanti superano di poco i 2000 metri, la più alta della catena è quella del Monte Passeggio (2064m) un po’ meno elevata troviamo Pizzo Deta (2041m), Monte Fragara (2006m) e Monte Ginepro (2004m) costituiscono il Gruppo delle Pratelle e nel loro insieme il massiccio meridionale, che termina a sud con il monte Serra Comune (1854m) e monte Serra Alta (1720m).

La perte settentrionale si estende dall’altipiano di Campo Catino (1790m) fino al monte Rotonaria (1750m), il massiccio come già detto, nel versante laziale si presenta molto più dolce e continuo nei crinali formando un'unica lunga dorsale. La cima più elevata è il Monte Pozzotello (1995m), a seguire i monti La Monna (1952m), monte Fanfilli (1952m), monte Vermicaio (1948m), monte Agnello (1912m), monte Ortara (1900m) ed infine come detto il monte Rotonaria (1750m). Il Monte Scalambra (1420m) è situata nella zona più occidentale ed è la parte finale della catena stessa, posta fra la Valle del Sacco e la Valle dell' Aniene.

 

LA FLORA

Data la grande variazione di altitudine che offrono i monti Ernici, il territorio infatti si articola dai 2064m Monte Passeggio ai 200 metri sul livello del mare nella parte più bassa della catena, la flora assume una grande varietà delle diverse specie di piante che, nelle alte quote, assumono aspetti particolari per la bellezza dei colori e la rarità della specie; dove è possibile trovare anche la stella alpina.

Per sommi capi si può riassumere come segue:

Dai 2064 ai 1500, piante erbacee e rari ginepri;

Dai 1500 ai 1000, faggi e aceri con ginepri e agrifogli nel sottobosco e nelle radure;

Dai 1000 ai 500, i diversi tipi di querce, fitte macchie di cornioli e nocchi, carpini e un lussureggiante sottobosco;

Nelle quote più basse castagni, olmi e tutte le piante coltivate, principalmente ulivi e viti e le altre piante da frutto.

L'erosione e la permeabilità del suolo lasciano ampi spazi dove possono attecchire le sole piante pioniere quali le sassifraghe e le ginestre e, successivamente, il saracco.

La stessa erosione ha creato, nei fondovalle e nelle zone a dolce declivio, ampi spazi fertilissimi dove crescono le erbe per i rigogliosi pascoli.

Comunque allo stato attuale nell’intero territorio dei monti Ernici sono state censite circa 1300 specie appartenenti a circa 160 famiglie.

 

LA FAUNA

Attualmente la fauna del territorio vista la vicinanza con il Parco Regionale dei monti Simbruini e la vicinanza (separati dalla Valle Roveto) con il Parco Nazionale d’Abruzzo-Lazio-Molise presenta quasi gli stessi esemplari di uccelli, mammiferi e rapaci che popolano il resto dell’intero territorio, come l'aquila reale, il lupo, il falco e il capriolo che è stato di recente reintrodotto e senza fare eccezione per l'orso Marsicano per il quale a volte sono stati segnalati avvistamenti di impronti nei boschi o sulle cime innevate.

 

ZONE DI INTERESSE ESCURSIONISTICO

I monti Ernici offrono una grande attrattiva per l’escursionista con vari livelli di difficoltà l’esempio più evidente è la cima di Pizzo Deta la quale può essere raggiunta con escursioni di tipo “E” escursionistico (Rendinara) fino al tipo “EEA” escursionistico esperto con attrezzatura se viene scalata nel periodo invernale dal Vallone Peschiomacello (Roccavivi).

La stessa escursione per monte Pizzo Deta può essere effettuata dalla zona di Prati di Campoli (Veroli) da dove diversi percorsi conducono verso altre mete escursionistiche come monte Ginepro, monte Passeggio o Serra Comune.

Verso la parte sud della catena montuosa e precisamente dalla frazione di Collepiano (Balsorano) è possibile effettuare un’escursione (quasi tutta in faggeta) verso la cima di Serra Alta passando dal rifugio San Buceto al relitto aereo.

Un’altra zona di grande interesse è la parte dei monti nella zona di Campo Catino, interessantissime passeggiate quasi tutte in cresta le quali se effettuate nel periodo primavera-estate offrono un bellissimo panorama a 360 gradi dalla Valle Roveto alla valle del frusinate. La stessa se effettuata nel periodo invernale aggiunge quell’emozione in più che un escursionista prova a stare in cresta senza grandi difficoltà.

 

 

Serra Lunga

 

La Serra Lunga è una piccola catena montuosa dell'Appennino abruzzese tra la Valle Roveto-valle del Liri e la cosiddetta Vallelonga del torrente Rosa (Collelongo e Villavallelonga) nello spartiacque del Fucino.

È un lungo massiccio calcareo si estende in direzione Nord-Ovest Sud-Est che nella sua formazione montuosa raggruppa tutte le cime che da Capistrello scendono in direzione sud-est fino al valico di Forca d'Acero.

La cima più importante della catena è il monte Cornacchia (2003m) che volge imponente lo sguardo sulla Valle Roveto ed il paese di Balsorano.

Le altre cime di rilievo partendo da Nord-Ovest sono: monte Romanella (1759m), monte Alto (1787m), monte Breccioso (1980m), monte Grazia (1974m) e monte Pratillo (?) che affacciano sul versante della Valle Roveto, ed una serie di cime senza nome (1732m, 1710m e 1860m) costituiscono il crinale di Serra Lunga che affaccia sul versante Marsicano fino ad arrivare al Balzo dei tre Confini (1992m). Verso sud troviamo ancora Picco La Rocca (1994m) monte La Brecciosa (1980m) ed infine monte Tranquillo (1830m).

 

LA FLORA E LA FAUNA

La flora e la fauna della catena montuosa, visto che può essere definita la parte esterna del Parco Naziona d’Abruzzo-Lazio-Molise è simile in tutto al parco stesso.

 

ZONE DI INTERESSE ESCURSIONISTICO

Le zone di grande interesse escursionistico in questa piccola catena montuosa possono essere racchiuse quasi tutte con l’escursione fatte dalla zona della Valle Roveto con l’ascesa a monte Cornacchia (Ridotti frazione del comune di Balsorano), l’ascesa a monte Breccioso da vallone Sant’Onofrio (Balsorano), l’escursione al rifugio Coppo dell’Orso con la variante partendo dalla Piana della Madonna passando per il santuario Sant’Angelo (Balsorano). Un’alta variante a quest’escursioni può essere effettuata anche con partenza dai prati di Sant’Elia, tale percorso però è molto più lungo e quasi tutto in cresta.

Da Pescosolido, nella parte sud della Valle Roveto, si può effettuare  una lunga e panoramica escursione che porta dalla sella delle Scalelle fino alla cima del monte La Brecciosa (1890m) dove lo sguardo può spaziare dalla cima di Pizzo Deta fino al Parco Nazionale D’Abruzzo passando per il selvaggio altipiano calcareo della Conca Dei Pozzi e il Vallone del Lacerno.

Da Campoli Appennino si segue verso nord, su strada sterrata, il fondovalle del lungo Vallone Capo d'Acqua fino a raggiungere il Rifugio Simoncelli m. 1.218. Si prosegue poi verso nord-ovest risalendo il Vallone Carbonara, che porta dal valico Schiena d'Asino, risalendo in direzione nord-est, porta al Rifugio di Iorio m. 1.830. Da qui in breve si arriva alla vetta Balzo dei tre confini.

La stessa escursione può essere effettuata sia da Pescasseroli che dalla parte di  Villavallelonga

 

   

 

  Maurizio Cianfarani