Info sulla catena dei monti Reatini massiccio del Terminillo

 
Maurizio Cianfarani trekking2000
 

Monti Reatini - massiccio del Terminillo

I monti Reatini sono un gruppo montuoso dell'Appennino centrale, la loro posizione geografica è posta nella parte nor-est del Lazio al confine con l'Abruzzo fra le province di Rieti e L'Aquila. Gran parte della catena montuosa e la sua vetta principale “Terminillo” fino al 1927 appartenevano alla provincia de L’Aquila, in quanto la gran parte del territorio ricadeva nel comune di Leonessa, appartenente come già detto alla provincia de L’Aquila. La vetta principale è il monte Terminillo, suddiviso in due vette: la cima meridionale 2216m e la cima settentrionale 2217m. Le altre vette principali della catena sono: cima Sassetelli 2.181m., monte Terminilletto 2.105m, monte di Cambio 2081m, monte Elefante 2.015m, monte Valloni 2004m, Terminilluccio 1870m, monte Porcini 1982m, la cima del monte Boragine 1829m, monte Giano 1820m, monte Rotondo 1810m monte Tilia 1775m, monte Corno 1735m. La catena è suddivisa in quattro sotto gruppi e il gruppo dei monti del Terminillo è il più importante, formatosi nel periodo mesozoico, raggiunge la massima elevazione con l’omonima vetta e tra l’altro raggruppa le più alte vette dell’intera catena montuosa, infatti, troviamo numerose formazioni che superano abbondantemente i duemila metri di quota come: monte Terminilletto, monte Elefante, cima Sassetelli e monte di Cambio. Tutto il complesso è formato da calcari disposti in lastroni fessurati con inclinazioni variabili caratterizzati da rocce e creste spettacolari, con evidenti residui glaciali. Il terreno in superficie è formato da detriti di calcare di variabile spessore, è disposto ad anfiteatro con le due vette del monte Terminillo e della cima Sassetelli. La sua importanza è dovuta alla sua natura morfologica che gli conferisce un aspetto tipicamente appenninico senza nulla togliere ad alcune zone prettamente alpine. Il versante da est, è separato da una profonda gola dal monte Giano dovuta al corso del fiume Velino, che continuando nel suo corso ne delimita tutto il versante sud. Nella parte ovest troviamo a delimitare il suo territorio il vallone Lisciano e la pianura di Rieti fino ad arrivare alla Sella di Cantalice, mentre a nord il territorio è delimitato dalla pianura di Leonessa. Il massiccio è costituito da diversi rilievi importanti e i suoi versanti sono segnati da profonde ed ampie vallate di interesse naturalistico come la Vallonina che scende verso Leonessa dall'omonima Sella, le valli Ravara e di Capo Scura che scendono invece verso il corso del fiume Velino e l'antica consolare Salaria. Sul versante opposto sono invece le Valli dell'Inferno e degli Angeli che scendono verso la piana Reatina e i monti di Cantalice.Nell’immenso patrimonio naturale non trova posto progetto mai realizzato di un Parco Regionale dei Monti Reatini, anche se tuttavia la catena montuosa è compresa nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale) e il massiccio del Terminillo è riconosciuto come SIC; Sito di Importanza Comunitaria relativi alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

Fauna

La fauna dei monti Reatini e tipicamente appenninica, quindi tra i mammiferi più  comuni troviamo il cinghiale, la donnola, la volpe, la faina, il riccio e il tasso, lepri e scoiattoli. Tra i volatili è possibile vedere volteggiare il falco Pellegrino, il falco comune, la poiana, il gheppio, e l'astore, il colombaccio, il piccione selvatico, il culbianco, la coturnice, la starna, la gazza, il corvo grigio, il corvo imperiale e il cuculo. Tra i rapaci notturni come il gufo reale, il barbagianni, l'allocco e la civetta sono presenti con una popolazione consistente. A completare il patrimonio faunistico, possiamo trovare alcune specie di Anfibi e Rettili. In un territorio così ampio e vario non è del tutto esclusa la sporadica presenza del lupo appenninico e dell’Aquila reale data la vicinanza con le altre montagne e soprattutto dei Parchi e Riserve Naturali limitrofi.

Flora

La vegetazione dei monti Reatini e in particolar modo quella del massiccio del Terminillo, varia notevolmente a mano a mano che ci si eleva in quota.Alla base troviamo i boschi di caducifolie costituiti principalmente da cedui di roverella e cerro talora misti alle specie che prendono il sopravvento immediatamente più in alto. Si tratta di carpini (carpino nero e carpino bianco) e di frassini; aceri e sorbi in presenza minore completano il panorama. Il sorbo degli uccellatori (sorbo aucuparia) si trova anche a quote molte elevate vivacizzando i boschi con le sue centinaia di piccoli frutti a forma di pera e di colore rosso acceso riuniti a gruppi. Intorno ai mille metri di quota iniziano i boschi puri di faggio, anch'essi governati a ceduo e che si spingono fino a circa 1700 metri, quota alla quale le piante arboree cedono il passo ai pascoli che, salvo qualche cima particolarmente scoscesa, ricoprono i fianchi dei monti fino alla cima. I prati sono talora punteggiate; da carline (carlina acaulis), Genziane (Gentiana lutea), genzianelle, orchidee.

zone di particolare interesse escursionistico

Numerosi sono i percorsi di trekking che portano sulle vette, di tutta la catena da tutti i versanti. Anche se la vetta del Terminillo resta la più ambita. Grazie anche alla vista spazia a 360° sulla sottostante piana di Rieti, su tutta la Sabina, su tutti i monti circostanti come i monti dell'alto Lazio, i Monti Sibillini, i Monti della Laga, il Gran Sasso d'Italia, i monti del Cicolano, le Montagne della Duchessa, il massiccio del Monte Velino e i Monti Carseolani. I bastioni delle pareti a Nord-Est offrono possibilità di ascensioni in arrampicata con vie alpinistiche sia estive che invernali, come sulle pareti del cosiddetto Sperone Centrale della parete Est e  quanto il canale Chiaretti-Pietrostefani sul versante Nord-Est. Molto Impegnativa e interessante nel periodo invernale, è la Cresta Sassetelli. Inoltre il piccolo gruppo montuoso immediatamente limitrofo dei Monti Valloni monte Elefante, il quale presenta itinerari di alpinismo e scialpinismo invernale di notevole bellezza e complessità: cascate di ghiaccio, canali di misto e via classiche con notevole esposizione. Tra i sentieri più belli a mio punto di vista è senza dubbio:

  1. Sentiero 401: da Campoforogna a Rifugio "A. Sebastiani", parte da Campoforogna, nei pressi del diroccato albergo della CIT, a 1675 metri di altitudine. Si sale al Terminilletto (m. 2105), si prosegue verso il Passo del Cavallo (m.2046); percorrendo il crinale si lascia a destra la Valle del Sole; più oltre si vede a sinistra un dirupo che forma la Valle degli angeli. Si giunge quindi all'incrocio con il sentiero 403 che, a sinistra, conduce alla Vetta Sassetelli (m. 2139); si sale ancora per arrivare alla cima del Terminillo (m. 2216). Da qui, dopo aver goduto di uno splendido panorama sulla piana reatina a sud, verso l'Abbruzzo con il Gran Sasso ad est e verso l'altopiano di Leonessa e l'Umbria a nord, si scende al Rifugio "A. Sebastiani", a 1870 metri di altitudine. L'itinerario è facile e si percorre in circa 3 ore.
  2. Sentiero 403: da Rifugio "A. Sebastiani" a Monte Terminillo per Cresta Sassetelli, parte dal Rifugio "A. Sebastiani" a 1820 metri di altitudine. Si sale alla sella di Leonessa (m. 1901), si attraversano le Scangive e salendo si costeggia il Prato dei Sassi (m.2000) dove si incrocia il sentiero 425 che scende a Fontenova; si prosegue sulla Cresta Sassetelli (m. 2079) per raggiungere l'omonima vetta a m. 2139, per poi arrivare alla cima del Terminillo a 2216 metri di altitudine, ed infine si ridiscende verso il rifugio Sebastiani. Volendo il sentiero può fatto salendo prima sulla vetta del Terminillo e ridiscendendo poi attraverso la via delle creste. L'itinerario è non è facile, richiede qualche attenzione e si percorre in circa 3 ore e mezza.

 

  Maurizio Cianfarani